Il Progetto

L'ex area NATO è uno straordinario patrimonio di attrezzature urbane ed aree naturali, vincolato ad uno specifico utilizzo, l'assistenza all'infanzia abbandonata. Viceversa, per mezzo secolo la NATO ne ha fatto un recinto monofunzionale per attività belliche, ed il vincolo ha potuto operare solo per via indiretta. Oggi abbiamo l'occasione di ripensare l'uso dell'area, riaffermando quel vincolo sociale diretto ed aprendola nel contempo ad una più vasta fruizione pubblica.

Bisogna partire dalle potenzialità di uso collettivo del bene, piuttosto che dalle esigenze di sopravvivenza della istituzione FBNAI, la quale è solo lo strumento fin qui preposto alla sua valorizzazione sociale. A proseguire sulla strada finora praticata, ossia affittare il patrimonio immobiliare per ricavarne soldi con cui finanziare progetti sociali, non si va lontano; si rischia anzi di depauperare un prezioso patrimonio pubblico. All'orizzonte non si vedono investitori di qualche rilievo, interessati a rilevare un così consistente complesso di beni, e ben difficilmente arriveranno, data la situazione economica. Il rischio è che si proceda ad uno spezzatino commerciale, concedendo ad affittuari occasionali qualche singola struttura a prezzo di favore e lasciando il resto in abbandono.

Occorre invece il coraggio di rompere i vecchi schemi e riformulare il problema: come trasformare questo complesso in un centro per la produzione di servizi a rilevanza sociale? come coinvolgere nel governo di una tale struttura coloro che vi lavorano e ne usufruiscono?

Crediamo che l'ex area NATO si presti ad un ambizioso quanto praticabile esperimento di autogestione urbana: coinvolgere il più ampio numero di cittadini ed enti associativi nella costituzione di una cooperativa di comunità, dotata delle competenze necessarie a promuovere e coordinare l'uso delle ex strutture militari per attività d'interesse sociale ed ambientale, attirando su progetti specifici mix di fondi pubblici (statali, europei) e privati (crowdfunding, finanza etica); questo soggetto comunitario interloquirebbe per la gestione del complesso con le istituzioni pubbliche coinvolte e la FBNAI, la quale vedrebbe così gran parte delle sue strutture tornare ad essere utilizzate direttamente per gli originari fini statutari.

La cooperativa di comunità è un'associazione di cittadini che, attraverso la promozione dei legami sociali, delle risorse umane e materiali presenti in una determinata comunità, mira a identificare e soddisfare i bisogni della comunità medesima. Nella cooperativa di comunità il perseguimento di utilità per il territorio si lega alla promozione delle sue capacità di autogoverno; la struttura decisionale è fondata sul principio democratico "una testa, un voto". Nate per garantire servizi fondamentali ed interventi di sviluppo nei territori interessati da processi di marginalizzazione economica e sociale, dai piccoli comuni delle aree interne alle periferie urbane, le cooperative di comunità operano in un vasto ambito di attività (turismo, servizi, formazione, produzione energetica, tutela del paesaggio, promozione delle produzioni locali,...).

Nel 2014 il Comune di Napoli aveva raccolto le sollecitazioni in tal senso di alcune realtà di base cittadine (parte delle quali è presente nella Rete Ex Nato Bene Comune), presentando alla FBNAI una manifestazione d'interesse, concordata con le suddette realtà, per la gestione pubblica unitaria del complesso a fini sociali; ma gli interessi politici delle amministrazioni regionali campane succedutesi nel tempo hanno portato ad accantonare questa proposta. Anche il processo partecipativo per la redazione del PUA ha coinvolto solo un'esigua minoranza di cittadini, essendo le istituzioni coinvolte (FBNAI, Regione, Comune, X Municipalità) poco interessate ad un vero confronto pubblico.

La rete Ex NATO Bene Comune si riallaccia a quella manifestazione di interesse, individuando nella cooperativa di comunità lo strumento giuridico-associativo per realizzare l'autogoverno civico del complesso e nella campagna per la sua costituzione lo strumento politico per mobilitare l'attivismo popolare.

 

Link utili

La cooperativa di comunità

L'esperienza di Melpignano

Aderisci al percorso della cooperativa di comunità

Se ti interessa partecipare o seguire il percorso di costituzione della cooperativa di comunità per l'ex area NATO di Bagnoli, compila l'apposito modulo. L'invio non costituisce in nessun modo impegno di adesione alla cooperativa né implica alcun genere di obbligo; servirà solo a valutare il grado di interesse della proposta ed i possibili settori di intervento, oltre che a tenerti informato sulle nostre iniziative. Le informazioni in esso contenute non saranno cedute a terzi e verranno trattate nel rispetto della vigente normativa sulla privacy.

Bozza di statuto delle cooperativa di comunità

Il documento allegato è solo una bozza di lavoro, da definire nel corso dei prossimi incontri con il contributo dei partecipanti.